Turismo LGBT: tendenze e destinazioni

mercoledì, 28 giugno 2017

LGBT è un acronimo impiegato per fare riferimento alle persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender. L’Organizzazione Mondiale del Turismo, in collaborazione con International Gay & Lesbian Travel Association (IGLTA), ha realizzato due studi di respiro globale sul turismo LGBT. Il primo UNWTO Global Report on LGBT Tourism è stato pubblicato nel 2012, il secondo nel 2017.

Img-articolo-34-1

Entrambi gli studi sono disponibili in lingua inglese per il download gratuito. Si tratta di documenti corposi, soprattutto il secondo Global Report on LGBT Tourism di UNWTO, cui facciamo riferimento soltanto per condividere con voi la definizione di turismo LGBT elaborata da IGLTA e le raccomandazioni che la stessa fornisce ai viaggiatori LGBT, agli agenti di viaggio e ai tour operator.

Vi illustreremo poi le principali evidenze di una indagine della Università Bocconi presentata alla edizione 2017 della Borsa Internazionale del Turismo (BIT), di un rapporto curato da Lanfranchi Editore presentato alla 53esima edizione di TTG Incontri, e di un recente sondaggio annuale LGBT Tourism & Hospitality di Community Marketing & Insights.

Turismo LGBT, una definizione

Iniziamo dunque dalla definizione di turismo LGBT coniata da IGLTA. Il turismo LGBT consiste nello sviluppo e nella commercializzazione di prodotti e servizi turistici per le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender. Alcuni di questi prodotti e servizi sono progettati in maniera specifica per i viaggiatori LGTB. In altri casi, gli operatori di settore si adoperano per assicurare che quei prodotti e servizi (destinazioni, strutture ricettive, etc.) siano sinonimo di accoglienza e rispetto.

Turismo LGBT, le raccomandazioni di IGLTA

Accoglienza e rispetto, purtroppo, non sono garantiti in tutti i Paesi del mondo. E anche in quelli ove esistono leggi specifiche a tutela delle persone LGBT, non sempre accoglienza e rispetto sono “distribuiti” in egual misura in tutti i territori. Ecco perché IGLTA invita i viaggiatori LGTB a informarsi sulle leggi e sui costumi dei Paesi che intendono raggiungere, e a rispettare gli stessi.

Rispettare le leggi e i costumi di un Paese è un invito che vale per tutti. Nel caso di viaggiatori LGBT – spiace scriverlo – il mancato rispetto degli stessi può portare a conseguenze anche tragiche.

La medesima raccomandazione è rivolta a voi: dovete conoscere e rendere noti ai vostri clienti LGBT le leggi e i costumi delle destinazioni, e assicurarvi che una struttura ricettiva, una escursione e qualsiasi altro prodotto e servizio rispettino le identità sessuali (e non solo) degli utenti finali.

IGLTA raccomanda ai viaggiatori LGBT di prendere nota di tutti i contatti delle ambasciate di riferimento. Voi potete aiutarli in questo e fornirgli tutte le indicazioni più utili in caso di bisogno.

Il gruppo editoriale di Spartacus, storica guida per i viaggiatori LGBT nata nel 1970, pubblica ogni anno lo Spartacus Gay Travel Index, una classifica di tutti i Paesi del mondo, da quello dove è più pericoloso vivere e viaggiare per una persona LGBT a quello più LGBT friendly.Img-articolo-34-2

Il turismo LGBT in Europa, uno studio della Università Bocconi

Magda Antonioli Corigliano e Marianna di Salle, rispettivamente direttore e coordinatore Master in Economia del Turismo Università Bocconi, hanno analizzato i portali web di promozione turistica dei Paesi Ue con riferimento al turismo LGBT. Le strategie di comunicazione online degli enti del turismo, infatti, «possono giocare un ruolo importante nella capacità di attrarre turisti LGBT».

Ventinove i portali analizzati, perché il Belgio ne ha due: uno per Bruxelles e la Vallonia, uno per la regione delle Fiandre. L’analisi è stata condotta a gennaio 2017. Ecco le principali evidenze:

  • il 55% dei portali (16 su 29) ha una sezione o una pagina dedicata ai viaggiatori LGBT
  • dei 13 portali (45%) che non dispongono di sezioni specifiche, in 5 non è presente alcun accenno ai viaggiatori LGBT, mentre in 8 è possibile trovare qualche riferimento facendo una ricerca per parola chiave nel motore interno
  • non fanno alcun riferimento specifico al turismo LGBT i portali di Bulgaria, Cipro, Croazia, Italia e Romania
  • presentano riferimenti per parole chiave i portali di Belgio (Fiandre), Estonia, Grecia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo e Repubblica Ceca
  • è presente una sezione o una pagina tematica LGBT nei portali di Austria, Belgio (Bruxelles e Vallonia), Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Malta, Paesi Bassi, Regno Unito, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria

Per i portali con una sezione ad hoc o con riferimenti significativi per i viaggiatori LGBT, le esperte hanno indagato i temi approfonditi e le destinazioni suggerite «per capire se e come questi Paesi si stiano rivolgendo al pubblico LGBT e su quali driver di attrazione turistica stiano facendo leva».

Eventi e locali / vita notturna sono i temi affrontati con maggiore frequenza. Segue il tema dell’enogastronomia. «Su quasi 150 manifestazioni proposte in tutta Europa, spiccano quelle più direttamente rivolte alla comunità LGBT (quasi l’88%). Non si tratta, però, solo di Pride, ma di eventi tra loro molto diversi per tipologia, contenuti e dimensione».

Img-articolo-34-3

«Accanto ai festival artistico-culturali (legati al cinema e al teatro LGBT), figurano infatti iniziative sportive, concorsi di bellezza, singole giornate tematiche all’interno di eventi più ampi (come il Gay Sunday nel corso dell’Oktoberfest o la Queer Parade durante il Carnevale di Düsseldorf) o iniziative speciali come il Rainbow Ball in Austria o The Outing in Irlanda», evidenziano le studiose.

E ancora: «Sono poco più di 300 i locali suggeriti nei portali presi in considerazione, equamente divisi fra bar, cafè e ristoranti da una parte e club, discoteche e serate a tema dall’altra. Si tratta di locali per lo più ubicati in quartieri a forte connotazione gay o in aree molto vivaci e ricche di attività commerciali. Sia per i bar che per i club, c’è una forte predominanza di quelli rivolti al pubblico LGBT in senso lato e agli uomini gay in particolare».

Per attirare i viaggiatori LGBT, gli enti del turismo non puntano soltanto su eventi, locali / vita notturna ed enogastronomia, ma anche, seppur in misura minore, su:

  • attrazioni culturali
  • shopping
  • patrimonio storico
  • presenza di quartieri a forte connotazione gay
  • saune gay
  • paesaggio naturale
  • architettura e design
  • spettacoli
  • tour tematici alla scoperta del volto gay della destinazione
  • attività all’aperto

«Colpisce, invece, come – nonostante le recenti evoluzioni normative sul tema dei matrimoni e delle unioni civili – solo due portali si presentino come possibili mete per lune di miele e/o luoghi dove celebrare matrimoni. Allo stesso modo, salvo sporadici riferimenti, il target delle famiglie LGBT e quello dei nonni LGBT che viaggiano con i nipoti sembrano al momento abbastanza trascurati anche se i dati sui trend di crescita di questo segmento di domanda ne sottolineano l’importanza».

Per quanto riguarda le destinazioni, «gli enti del turismo non suggeriscono solo le classiche mete del turismo gay» e, a volte, non le suggeriscono affatto, come è il caso della Grecia, che si limita a parlare solo di Atene con riferimento al target LGBT. «Le sezioni tematiche di Regno Unito, Irlanda, Germania, Spagna e Francia sono invece ricche di spunti di viaggio per scoprire l’intero territorio al di là della capitale e delle città più importante».

Img-articolo-34-4

Che cosa rende un Paese una destinazione turistica LGBT friendly

Corigliano e di Salle hanno inoltre fornito un elenco di fattori che rendono un Paese una destinazione turistica LGBT friendly. Fattori che muovono da articoli e rapporti pubblicati su riviste accademiche e di settore. Eccoli:

  • apertura, accoglienza e rispetto da parte della comunità locale
  • piena difesa dei diritti umani
  • normativa a favore dei diritti delle persone LGBT e contro qualsiasi forma di discriminazione
  • sicurezza
  • presenza di una ampia e riconosciuta comunità locale LGBT
  • uso di una comunicazione inclusiva, vale a dire di una comunicazione che non si limiti a rivolgersi alle persone LGBT in campagne ad hoc, ma che le inclusa in quelle mainstream
  • presenza di turisti LGBT
  • presenza di strutture LGBT friendly, di eventi dedicati e di una dinamica vita notturna

I turisti LGBT, un rapporto di Lanfranco Editore

Andiamo ora a vedere le principali evidenze dell’indagine sui turisti LGBT condotta nel 2016 da Lanfranco Editore attraverso 500 interviste online a livello internazionale, ma con un focus speciale sull’Italia, e presentata a TTG Incontri.

Tecnologici e con una buona capacità di spesa (soprattutto gli stranieri). Relax, cultura e natura sono tra le loro principali motivazioni di viaggio. Eccoli i turisti LGBT, stando a quanto riferisce il Centro Studi Turistici di Firenze, che all’indagine di Lanfranco Editore ha dedicato un articolo.

Il principale canale di informazione è il Web. Il turista LGBT compie più viaggi durante l’anno: in media, gli stranieri effettuano tre viaggi per una durata di undici giorni, mentre gli italiani ne fanno due con una durata di nove giorni. Il turista LGBT straniero spende in media 2.060 euro, mentre quello italiano circa 800 euro.

In materia di destinazioni, i turisti LGBT stranieri preferiscono USA e Canada (Nord America, 51%) e l’Europa (37%), in particolare Spagna e Regno Unito. I turisti LGBT italiani preferiscono l’Europa (92%): il 51% l’Italia, il 26% la Spagna. Tra le città, per i turisti LGBT italiani, prima è Roma, seguita da Milano, Parigi, Barcellona, Londra e Napoli, aggiunge l’ANSA.

Le località più accoglienti per le persone LGBT sono Barcellona (30%), Mykonos (29%), Canarie (15%), San Francisco (15%) e Londra (15%). Tra i luoghi italiani, prima è Gallipoli (Lecce, 8%), mentre Torre del Lago (Lucca), località pioniera per il turismo gay tricolore, è al 4%.

Img-articolo-34-5

LGBT Tourism & Hospitality Survey, una ricerca di CMI

Terminiamo il nostro viaggio arcobaleno con un paio di evidenze che emergono dalla ricerca LGBT Tourism & Hospitality Survey di Community Marketing & Insights, basata sulle risposte fornite dai consumatori che leggono pubblicazioni LGBT, visitano siti web LGBT e partecipano a eventi LGBT.

La prima evidenza riguarda le destinazioni di riferimento per i viaggiatori LGBT. Sono New York, Los Angeles, San Francisco, Las Vegas, Chicago, Miami, Fort Lauderdale e Orlando. Le Hawaii sono gettonate per i viaggi di nozze LGBT, le località balneari di Florida e Messico stanno guadagnando consenso per i matrimoni.

La seconda evidenza riguarda le esigenze delle famiglie LGBT con figli. Il peso della componente family friendly è in crescita, quello della componente LGTB friendly in diminuzione.

Buon viaggio dallo STAFF 6Tour!

Previous Article Next Article