Paese che vai, scoperta che fai

venerdì, 14 luglio 2017

C’erano una volta, in Nuova Zelanda, le Pink and White Terraces, terrazze di pietra rosa e bianca con vasche di acque termali a discendere sul lago Rotomahana, nell’Isola del Nord. Erano l’ottava meraviglia naturale del mondo e la più grande attrazione turistica a sud dell’equatore. Il 10 giugno 1886, un’eruzione del vulcano Tarawera le sommerse di lava e detriti.

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Sommerse, ma non distrutte, se è vero che due ricercatori dell’Istituto neozelandese di Scienze geologiche, Rex Bunn e Sasha Nolden, lo scorso giugno, hanno individuato il luogo dove le terrazze sono sepolte e che gli scavi potrebbero riportarle alla luce, come avvenuto in Italia con le antiche Pompei ed Ercolano, sepolte sotto la coltre di ceneri, lapilli e fango dal Vesuvio nel 79 dopo Cristo.

Scoperte (e curiosità), il tema di questo focus. E a proposito di Pompei, dalla primavera di quest’anno sono iniziati nuovi cantieri di scavo all’interno del Parco Archeologico. Da sabato 8 luglio 2017, inoltre, sono attivi i percorsi di suoni e luci “Una notte a Pompei”, nell’area del Foro, cuore della vita politica, religiosa ed economica della città antica.

Ancora due parole su Pompei, per segnalarvi che sono stati restaurati e restituiti alla fruizione del pubblico 30 edifici, tra cui la Villa dei Misteri e la Casa dei Vietti, e che il 2017 dovrebbe chiudersi con un nuovo record di visitatori. Nel 2016, sono stati venduti 3 milioni e 200.000 biglietti.

Restiamo in Italia: pochi giorni fa, a Roma, sono stati riportati alla luce spazi finora sconosciuti di due domus costantiniane dell’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme. Si tratta di tre ambienti della Domus dei ritratti, la residenza dei cortigiani di Elena, la madre dell’imperatore Costantino, che ne chiariscono meglio la struttura e la funzione.

Cambiamo Paese, raggiungiamo il Messico. Senza dubbio conoscete il sito archeologico di Chichén Itzá, Patrimonio Mondiale dell’Umanità. E forse avete saputo della terza struttura individuata all’interno della Piramide di Kukulkàn. Sono tre, quindi, le piramidi che compongono il cosiddetto Castillo, una sorta di matrioska in stile maya, per utilizzare un’espressione impiegata da più parti.

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C’è un’altra curiosa matrioska nel mondo. Si tratta di Vulcan Point Island, nelle Filippine. Una matrioska naturale cui ci si riferisce con un’espressione che sembra uno scioglilingua e fa quasi girare la testa: un’isola dentro un lago su un’isola in un lago dentro un’isola.

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Vulcan Point Island è uno scoglio che spunta dal Crater Lake, un lago formatosi sul Volcano Island, un vulcano inattivo. Volcano Island si trova sul lago Taal e quest’ultimo sull’isola di Luzon. Vulcan Point Island non è un caso unico al mondo: nel 2012, attraverso Google Earth, è stata individuata un’altra isola matrioska in Canada, nella regione del Nunavut, in una zona disabitata.

Cambiamo ancora scenario. Andiamo in Egitto, nella zona archeologica di Tunah Al Jabal, nei pressi di Minya, città a 250 chilometri a sud de Il Cairo. Lo scorso maggio, vi sono state rinvenute 17 mummie. Si tratta della prima necropoli umana scoperta in quell’area. I corpi mummificati appartenevano a funzionario e sacerdoti.

Sempre in Egitto, ma a Luxor, lo scorso aprile è stata scoperta una tomba risalente a circa 3.000 anni fa, con all’interno sei mummie, ciascuna con una maschera dorata, e numerosi manufatti.

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Recente è anche la scoperta di una grande piazza lastricata in marmo di epoca bizantina, presso la stazione centrale Aghia Sofia di Salonicco, in Grecia. Si tratterebbe di un unicum, in Europa. Una piazza di siffatta maniera, infatti, è stata rinvenuta soltanto nella città di Jerash, in Giordania.

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Tra le altre recenti scoperte di notevole interesse, vi segnaliamo le strutture artificiali neandertaliane ad anello costruite con pezzi di stalagmiti tutti uguali rinvenute nella grotta di Bruniquel, in Francia, e le scene di paesaggi, figure umane, animali e piante realizzate dagli aborigeni nel nord-ovest dell’Australia oltre 12.000 anni fa.

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In materia di archeologia, vi segnaliamo anche il frutto di un’analisi dei movimenti mandriani nomadi nelle aree dedicate alla pastorizia in Asia: ricercatori della Washington University di St. Louis, USA, e dello University College di Londra, Regno Unito, hanno scoperto un legame tra quei movimenti e i siti archeologici che si incontrano lungo il reticolo di cammini della Via della seta.

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Potremmo continuare pressoché all’infinito, andando ad attingere sia alle scoperte del passato sia a quelle più vicine ai giorni nostri. E potremmo anche intraprendere un viaggio alla scoperta delle scoperte (perdonateci il gioco di parole) di nuove specie animali e vegetali.

Sull’isola di Sulawesi, in Indonesia, per esempio, sono state scoperte due nuove specie di tarsio, animaletti dagli occhi giganti ribattezzati gli Yoda della foresta. In Madagascar, è stata scoperta una nuova specie di geco che si caratterizza per le sue squame dure e molto grandi, che possono staccarsi (e poi rigenerarsi) in caso di pericolo, alla maniera della coda delle lucertole.

Potremmo continuare, ma ci fermiamo, perché non vogliamo sottrarvi altro tempo e perché vogliamo suggerirvi di andare voi a caccia di scoperte e curiosità riguardanti le destinazioni di viaggio, per rendere le vostre proposte ancora più interessanti e originali. Per scoprire le strutture ricettive ideali per i vostri clienti, invece, potete sempre contare sulla piattaforma 6tour.com.

Buon viaggio dallo Staff 6Tour!

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