Il turismo dell’abbandono

venerdì, 22 marzo 2019

Può far storcere il naso il turismo dell’abbandono. Perché andare in cerca di luoghi abbandonati e promuoverne il consumo turistico sono azioni che portano con sé implicazioni etiche di rilievo.

Implicazioni etiche affrontate, tra gli altri, da Alice Mah*, docente di Sociologia della University of Warwick (Regno Unito), in una ricerca intitolata “The Dereliction Tourist: Ethical Issues of Conducting Research in Areas of Industrial Ruination”.

Implicazioni etiche che investono anche altre tipologie di turismo. Pensate allo slum tourism (il turismo delle baraccopoli) e al dark tourism (il turismo dei luoghi di morte, di distruzione e macabri).

È morale promuovere il consumo turistico delle fabbriche dismesse a Detroit, delle favelas di Rio de Janeiro, di Ground Zero a New York? Ecco la domanda di fondo. Ed ecco perché il dereliction tourism, lo slum tourism e il dark tourism possono far storcere il naso (a ben vedere, qualsiasi forma di turismo porta con sé interrogativi di rilievo, ma non estendiamo oltre il discorso).

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Può far storcere il naso il turismo dell’abbandono, ma è una realtà. E voi, che siete garanzia di valore aggiunto per i vostri clienti, di certo di fronte alla realtà non chiudete gli occhi, perché vi impegnate ogni giorno per conoscere e approfondire tendenze e sviluppi del mercato travel.

E il vostro valore aggiunto significa anche scegliere se trattare o no una determinata tipologia di viaggi e formulare ai clienti proposte calibrate sulle loro sensibilità.

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Vi sono luoghi abbandonati già protagonisti di promozione turistica. È il caso, per esempio, di Bodie (California) e altre ghost town statunitensi suggerite da Visit the USA. E di Craco, paese fantasma in provincia di Matera, consigliato da Basilicata Turistica e cui abbiamo accennato nell’articolo intitolato Il mondo è bello perché è strano.

Di luoghi abbandonati ve ne sono a bizzeffe. Tra le risorse web cui fare riferimento, vi segnaliamo, ancora una volta, Atlas Obscura, e nello specifico le sezioni Abandoned e Ghost towns.

Una nota finale, prima di salutarvi. Se avete già effettuato ricerche online per scoprire luoghi abbandonati, vi sarete probabilmente imbattuti nella cosiddetta Urban Exploration, una pratica che «comporta diversi fattori di rischio, dai pericoli fisici veri e propri alla possibilità di infrangere la legge con relative sanzioni sia pecuniarie che penali». Ai vostri clienti, dunque, suggerite sempre luoghi abbandonati fruibili e sicuri.

Buon lavoro!

*The Dereliction Tourist: Ethical Issues Conducting Research in Areas of Industrial Ruination

Sociological Research Online, 2014

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