Sport e viaggi: cos’è il turismo sportivo

martedì, 22 dicembre 2015

Pronti per la stagione invernale?

Ecco quello che un agente di viaggi deve conoscere in merito al turismo sportivo

E’ appurato che lo sport tipico di un territorio ha la potenza di attrarre turisti di tutto il mondo. Vi siete mai chiesti perché? Chi di noi non ha pensato almeno una volta (o magari lo ha fatto davvero) di visitare lo stadio dei Red Socks a Boston (USA), oppure di vedere una partita di cricket in Inghilterra, o ancora di entrare in un golf club scozzese? Quali sono i più bei sport da vivere e vedere?

Queste sono le domande che ci hanno spinto alla stesura del nuovo articolo 6tour magazine n.36, una serie di spunti per formulare le giuste proposte ai vostri clienti, un approfondimento sul turismo sportivo e della forte redditività che genera all’agenzia di viaggi.

Il turismo sportivo può essere suddiviso in due grandi filoni: attivo e passivo.

Il turismo sportivo “attivo” prevede che il turista pratichi sport durante il suo soggiorno, ne sono un esempio tutti i clienti che questo inverno sceglieranno una meta sciistica per trascorrere le proprie vacanze. Ecco dunque che destinazioni come Banff (in Canada), Aspen (negli USA) oppure Zermatt (in Svizzera)sono pronte ad accogliere turisti sportivi da ogni parte del mondo per far loro assaggiare un po’ di neve. La Stampa ha stilato la classifica delle località sciistiche più belle al mondo e ai nomi appena detti se ne aggiungono molti altri (qui puoi prendere spunto per le tue offerte).

Il turismo sportivo “passivo”, invece, comprende tutti i viaggi in cui si osserva come spettatori una qualsiasi attrazione sportiva, sia essa un match oppure un museo inerente al tema. Ed è qui che si aprono infinite possibilità di proposta verso tutte le destinazioni mondiali, un mondo sommerso di tipicità più e meno conosciute che non possono far altro che generare stupore e divertimento ai vostri clienti.

Per creare un elenco esaustivo di tutte le possibili proposte, suddividiamo idealmente gli sport in due macro-tipologie: quelli nazionali e quelli popolari. Ciascun Paese del mondo ha il suo sport nazionale e popolare poiché questi, insieme alla cultura, interagiscono fortemente con le identità locali, sviluppando un forte senso di identificazione collettiva e allo stesso tempo singole tipicità regionali.

Gli sport “popolari”

Per “sport popolare” si intende quello con una valenza pratica di pubblico pagante, di copertura televisiva e mediatica rispetto agli altri. Esso di distingue da quello nazionale, poiché quest’ultimo è quello che determina meglio la cultura e le tradizioni del Paese, basti pensare al sumo in Giappone o alla capoeira in Brasile.

fonte: Wikipedia

Gli stili di gioco negli sport popolari differiscono da Paese a Paese e sono conformi anche alla loro cultura societaria: nel cricket delle Indie occidentali, ad esempio, si preferisce uno stile spettacolare e aggressivo, diverso rispetto all’approccio più difensivo degli inglesi. Nel rugby francese l’esuberanza fornisce un contrasto tattico e di stile con l’approccio strettamente disciplinato delle squadre britanniche, specialmente con l’Inghilterra. Il calcio tedesco, inoltre, è stato a lungo famoso per la costanza e la schematicità nel produrre risultati, mentre il gioco italiano è caratterizzato da talenti brillanti, alieni da un tatticismo eccessivamente sistematico.

Un esempio emblematico delle diversità di stili di gioco può essere notato nei rituali ad inizio match: attraverso gesti e parole ciascuna collettività celebra sé stessa, rafforzando il sentimento di identità condivisa tra partecipanti e spettatori. Come non menzionare la Haka, danza maori tipica dell’inizio dei match della squadra di rugby neozelandese e che richiama l’originaria etnia della nazione. Con questa danza si esprimono i sentimenti interiori di chi la esegue e gli All Blacks l’hanno fatta propria, rafforzando l’identità di squadra, di Paese e di sport nazionale.

Nel corso dei secoli, gli sport popolari hanno assistito ad una graduale trasformazione non solo negli stili ma anche nelle regole: per quanto uno sport possa seguire un modello di valenza internazionale, le sue regole vengono sempre assorbite in specifici contesti culturali generando diverse tipologie dello stesso gioco.Il modello di calcio britannico, ad esempio, fu trasformato a tal punto nei college statunitensi da creare il football americano, nel quale si esprime il nazionalismo aggressivo e della nuova nazione; anche in Australia fu trasformato in “football australiano”, più adatto al duro terreno e agli estesi campi di gioco. Il caso più interessante riguarda l’Irlanda: alla fine del 19° secolo la comunità cattolica voleva fermare la sua distinzione nazionale e culturale rispetto agli inglesi, fu così che rifiutò gli sport britannici e promosse la pratica dei giochi “celtici”, come il calcio gaelico e l’hurling.

Le diversità sono molte e ogni Paese conserva l’orgoglio di avere uno o più sport nei quali riconoscersi. Vi lasciamo con questa infografica che può esservi utile per arricchire la vostra offerta.

infografica-sport-mondo

Mappa degli sport nazionali nel mondo

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