Enoturismo, alla scoperta di territori, culture e stili di vita

lunedì, 27 marzo 2017

«Negli ultimi dieci anni, il turismo del vino è diventato una componente chiave del turismo gastronomico e un pilastro delle strategie di diversificazione di molte destinazioni».

Così l’Organizzazione Mondiale del Turismo nel presentare gli esiti della prima conferenza globale sul turismo del vino, ospitata lo scorso anno nella regione vitivinicola di Kakheti in Georgia.

Una due giorni (7-9 settembre 2016), la 1st UNWTO Global Conference on Wine Tourism, durante la quale è stato discusso il legame tra enoturismo, cultura, storia e stile di vita.

«Il turismo del vino è intimamente connesso con le identità delle destinazioni e comprende valori culturali, economici e storici», ha infatti evidenziato Taleb Rifai, segretario generale UNWTO.

Per inciso, la seconda conferenza mondiale sul wine tourism si terrà a Mendoza, in Argentina, dal 19 al 20 settembre 2017, mentre prima, dall’8 al 9 maggio, a San Sebastián, in Spagna, avrà luogo il terzo forum mondiale sul gastronomy tourism.

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Enoturista, non cliente delle cantine

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Enoturismo, quindi, è ben più di andar per cantine allo scopo di degustare vino (ed eventualmente acquistarlo). Certo, le visite nei vigneti e nei luoghi di produzione del cosiddetto nettare degli dei sono parte integrante del turismo del vino, ma non ne esauriscono il significato e il potenziale.

La legge italiana che disciplina le cosiddette strade del vino ci aiuta a capire perché l’enoturismo non inizia e non finisce soltanto nelle cantine. Partiamo dalla definizione di strade del vino formulata nell’articolo 1 della legge 27 luglio 1999 n. 268:

«percorsi segnalati e pubblicizzati con appositi cartelli, lungo i quali insistono valori naturali, culturali e ambientali, vigneti e cantine di aziende agricole singole o associate aperte al pubblico; esse costituiscono strumento attraverso il quale i territori vinicoli e le relative produzioni possono essere divulgati, commercializzati e fruiti in forma di offerta turistica»

Sulle strade del vino, quindi, insistono valori naturali, culturali e ambientali. Più o meno le medesime parole utilizzate dal segretario generale della United Nations World Tourism Organization.

E guardiamo ora al dossier che accompagna il disegno di legge sull’enoturismo, in discussione in Italia proprio in questo periodo alla Commissione Agricoltura del Senato. Nel documento, si cita un passaggio di un convegno* della Società Italiana di Economia Agraria che bene chiarisce la definizione di strada del vino:

«[…] dovrebbe rappresentare qualcosa di più di un percorso finalizzato al turismo del vino, prefigurandosi come un sistema integrato di offerta turistica, che si sviluppa lungo un itinerario ove si collocano luoghi visitabili, affiancati da una serie di strutture che promuovano la vendita e la conoscenza dei prodotti tipici del territorio»

 

In viaggio verso un territorio, non verso un prodotto

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Sempre per capire perché l’enoturismo non si esaurisce nelle visite alle cantine, prendiamo un estratto de La roadmap del turismo enologico**, libro curato da Vasco Boatto, docente universitario e membro dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino (AIVV), e Alejandro Juan Gennari, docente presso la Facoltà di Scienze Agrarie della Universidad Nacional de Cuyo:

«In Francia è presente dalla metà degli anni Ottanta del secolo scorso una vasta rete di Strade del Vino, con degli itinerari che sono rappresentati in modo altamente esplicativo tramite apposite cartine recanti dei loghi che segnalano specifiche attrattive turistiche. Queste strade sono spesso associate a siti di rilevanza storica e architettonica, che le rendono diverse dalle altre, fungendo così da polo di convergenza per enoturisti interessati anche a questi aspetti»

Il vino può costituire persino un pretesto, se è vero quanto si legge in un altro passaggio del libro:

«[…] il vino, in Francia, non è l’unico motivo per intraprendere un itinerario enoturistico, ma è spesso legato alle caratteristiche culturali e storiche di una regione, seguite dalla gastronomia francese nota in tutto il mondo e dalle attività all’aperto […] La quota di enoturisti che pone come primo scopo della loro vacanza la visita alle cantine, in Francia, è in realtà molto bassa, dal momento che il primo fattore di interesse è rappresentato dagli aspetti storico-culturali del Paese coinvolti, tuttavia, in una sinergia utile con l’enoturismo in senso stretto»

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Voi, agenti di viaggio e tour operator, dovete quindi essere pronti a confezionare proposte ed esperienze di soggiorno che leghino la visita di vigneti e cantine alla scoperta del patrimonio culturale, storico, artistico e ambientale dei territori dove si coltiva l’uva e si produce il vino.

Bene hanno scritto Magda Antonioli e Giovanni Viganò, docenti presso l’Università Bocconi, in un rapporto sull’enoturismo in Puglia***, realizzato in collaborazione con la Regione Puglia e il Movimento Turismo del Vino e presentato nel corso dell’edizione 2013 del Vinitaly:

«il turismo enogastronomico non è uno spostamento verso un prodotto, ma verso un territorio»

Spostiamoci, dunque, verso alcuni dei territori di riferimento per gli enoturisti. Ecco le destinazioni che vogliamo suggerirvi, con i consueti link utili per costruire le vostre offerte.


Enoturismo in Francia

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Enoturismo in Francia, a cura dell’Ente Nazionale Francese per il Turismo

Destinazioni suggerite: Bordeaux, Aix-en-Provence, Avignone, Tolosa


Enoturismo in Portogallo

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Enoturismo in Portogallo e le Strade dei Vini, a cura dell’Ente del Turismo Portoghese

Destinazioni suggerite: Lisbona, Porto, Funchal, Vilamoura, Albufeira


Enoturismo in Sudafrica

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Sulle strade del vino, a cura del South Africa Tourism

Destinazioni suggerite: Città del Capo, Stellenbosh


Enoturismo in Grecia

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Le strade del vino in Grecia e i doni di Dioniso a cura della Greek National Tourism Organization

Destinazioni suggerite: isola di Taso, isola di Santorini, isola di Paro, isola di Zante, isola di Creta


Enoturismo in Italia

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Chianti, a cura di Turismo in Toscana

Destinazioni suggerite: Siena, Firenze

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La terra di Langa, a cura dell’Associazione Strada del Barolo e grandi vini di Langa

Destinazioni suggerite: Castiglione Falletto, La Morra, Novello

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Il Verdicchio: dai Castelli di Jesi a Matelica, a cura di Regione Marche

Destinazioni suggerite: Ancona, Fabriano

 

*Brunori G., Cosmima M., Gallenti G., “Le strade del vino nel Friuli Venezia Giulia”, in Atti del Convegno di Studi SIDEA: Sviluppo rurale, territorio, impresa, Firenze, 5 maggio 2000

**Boatto V., Gennari A.J., La roadmap del turismo enologico, Edizioni Franco Angeli, 2011

***Antonioli M., Viganò G., “L’enoturismo in Puglia: verso una scoperta culturale”, Master Economia del Turismo (MET), Università Bocconi, Milano, marzo 2013

 

Buon viaggio dallo staff 6TOUR!

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