Cibo di strada, per immergersi nello spirito del luogo

venerdì, 29 settembre 2017

Cibo e bevande costituiscono un formidabile veicolo di marketing per la promozione turistica di una destinazione. Non è un caso che siano state coniate espressioni quali turismo gastronomico ed enoturismo. Cosa, come, dove (e perché) mangiamo e beviamo sono elementi che forniscono informazioni indispensabili per immergersi davvero appieno nello spirito del luogo.

Il piacere di assaggiare un buon viaggio, peraltro, non è prerogativa di quanti raggiungono una determinata destinazione spinti, in via esclusiva o principale, dal desiderio di vivere esperienze correlate alle realtà enogastronomiche della destinazione medesima. Anche chi parte per altri motivi (cultura, musica, relax, natura etc.), infatti, vuole spesso provare la cucina locale.

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Protagonista del focus odierno è il cibo di strada. Di certo, non un fenomeno nuovo. Da millenni, in strada, si preparano, si vendono e si consumano pietanze. Di nuovo, c’è la maggiore attenzione riservata al cibo di strada quale canale di sviluppo per il turismo.

Ecco perché vogliamo fornirvi alcuni spunti in materia di street food. Partiamo con un consiglio di Travel+Leisure*, a nostro avviso importante perché utile per aiutare i vostri clienti a orientarsi al meglio quando si trovano di fronte a un banchetto, un carretto o un furgone.

Il consiglio che vi suggeriamo di condividere con i vostri clienti è di seguire le persone del luogo, in lavoratori, uomini e donne delle forze dell’ordine, e anziani. Se, in coda davanti all’ambulante, vi sono queste categorie di persone, è assai probabile che il cibo sia di qualità e che il venditore presti particolare cura anche all’igiene e alla sicurezza alimentare.

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Passiamo alle destinazioni. E iniziamo dagli USA, nello specifico da New York, dove c’è il mondo. E dove c’è il mondo, ce n’è per tutti i gusti: hot dog, bagel, hamburger, lobster roll, knish etc. Puntate i browser web in direzione dei consigli firmati Action Bronson, rapper e cuoco statunitense, esempio del melting pot che caratterizza la metropoli a stelle e strisce: padre albanese immigrato negli States in giovane età e madre newyorkese di origini ebraiche.

Vi suggeriamo di puntare i browser web anche in direzione del sito ufficiale dei Vendy Awards, annuale competizione ideata dallo Urban Justice Center per individuare i migliori venditori di street food della metropoli a stelle e strisce, e di New York Street Food.

Dagli USA al Canada, a Montréal e Toronto. Quest’ultima, per inciso, è una delle città protagoniste del nostro recente speciale dedicato alle migliori pasticcerie nel mondo. Poutine, donair, bannock, smoked meat, shish taouk, shavarma: ecco alcune delle prelibatezze dello street food canadese.

Per Montréal, potete consultare Cuisine de rue, per Toronto, invece, Tourism Toronto.

Spostiamoci in Jamaica, a Negril, dove lo street food locale per eccellenza è il pollo grigliato affumicato alle spezie. Affidatevi alle dritte di Jamaicans, nello specifico di Steve Weinstein, da tredici anni nella località balneare caraibica.

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Arepa, mazorca desgranada, empanada, oblea, almojábana, marranito, picada sono invece alcuni dei cibi di strada tipici della Colombia. Per gustarli, vi suggeriamo di consigliare ai vostri clienti di raggiungere Bogotá.

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Cambiamo scenario. Andiamo in Asia, nello specifico a Mactan (Filippine), a Kuala Lumpur (Malesia) e a Singapore (Repubblica di Singapore). A Mactan, i vostri clienti potranno provare il palabok, il sotanghon e il kwek kwek, mentre a Kuala Lumpur scopriranno il bak kut teh, il chee cheong fun e il clay pot loh shu fun. E a Singapore? Char kway teow e bak chor mee.

Dall’Asia all’Africa, per la precisione in Sudafrica, a Città del Capo. Per assaggiare la amgwinya, il gabtsy e il kota. E in Marocco, a Marrakech, per gustarsi la b’stilla, la shebākia e l’harira.

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Terminiamo il nostro viaggio a Cracovia, Polonia, alla scoperta della kiełbasa e della zapiekanka, e a Palermo, Italia, per deliziare il palato con il pane ca meusa e le arancine.

*Travel+Leisure, The survivor’s manual to eating the best (and safest) street food

Buon viaggio dallo Staff 6Tour!

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