Turismo della Birra

venerdì, 22 giugno 2018

Una storia millenaria, quella della birra. Una storia che nasce in Mesopotamia, la fertile regione bagnata dalle acque dei fiumi Tigri ed Eufrate, corrispondente all’attuale territorio dell’Iraq e a parte degli attuali territori di Turchia, Siria, Arabia Saudita, Kuwait e Iran. Ed è proprio in Iran che la birra è stata prodotta per la prima volta, circa 7.000 anni fa, stando a test chimici condotti su antiche brocche in ceramica, si legge su Wikipedia alla voce Storia della birra.

Millenaria la storia della produzione della birra. Più recente, invece, l’attenzione riservata dagli studiosi e dagli addetti ai lavori al turismo della birra. Poche, infatti, le ricerche sulla birra quale volano turistico, rispetto a quelle su gastronomia, cibo di strada compreso, ed enoturismo.

Più recente, ma alta, grazie soprattutto all’aumento in ogni angolo del pianeta delle produzioni artigianali e dei micro-birrifici, sempre più apprezzati dagli appassionati e dai viaggiatori. Una tendenza ben evidenziata dai relatori del Food Tourism Day, una giornata dedicata al turismo enogastronomico organizzata in occasione dell’edizione 2018 di BIT.

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A coordinare gli interventi è stata Roberta Garibaldi, responsabile del Tourism Lab dell’Università degli Studi di Bergamo, membro del comitato di IGCAT (Istituto Internazionale di Gastronomia, Cultura, Arte e Turismo) e consigliere della World Food Travel Association.

«La scoperta delle produzioni brassicole locali è sempre di più motivo del viaggio», ha sottolineato l’esperta. «Negli USA, per esempio, il 20% dei turisti enogastronomici si è mosso almeno una volta negli ultimi anni per vivere una esperienza legata a questo tema. E negli USA, come in Italia, l’esperienza riguarda sia i Millennials sia le generazioni precedenti».

«Che la birra possa costituire un volano per la promozione turistica di un territorio o di una città è provato dalle esperienze, e dai numeri, di eventi quali l’Oktoberfest di Monaco di Baviera, il Tour de Geuze nelle Fiandre, le Beer Week nelle città americane», ha detto Maurizio Maestrelli, giornalista e direttore della Milano Beer Week e tra i relatori del Food Tourism Day.IMG-ART134-2

«In Italia, sono orami quasi un migliaio i micro-birrifici: hanno il fascino del lavoro artigianale, della ricerca di ingredienti selezionati, delle pratiche manuali che mettono al centro la persona, offrendo al potenziale visitatore un’esperienza affascinante», ha aggiunto Maestrelli.

Tra le ricerche più utili per comprendere meglio le motivazioni e le varie forme del turismo della birra, vi suggeriamo Beer tourism – from theory to practice (Károly Róbert University, Eger, Ungheria). In estrema sintesi, sostengono gli autori (Zoltán Bujdosó e Csaba Szűcs), è possibile individuare due distinti gruppi di turisti della birra:

  • i viaggiatori mossi in via principale dal desiderio di assaggiare nuove birre, degustare menu che prevedono abbinamenti ad hoc tra cibo e birra, percorrere strade della birra, partecipare ai beer weekend e persino godere di trattamenti benessere a base di birra
  • i viaggiatori mossi in via principale dal desiderio di visitare una determinata destinazione che, in qualche modo, ha a che fare anche la birraIMG-ART134-3

Prima di salutarvi, vogliamo segnalarvi alcune risorse che possono aiutarvi a confezionare le vostre proposte di viaggio a tema:

Le 10 feste della birra da non perdere (ITA)

Corriere della Sera

I migliori eventi italiani con protagonista la birra artigianale (ITA)

Fermento Birra

 

Buon lavoro! E salute!

 

 

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