Autunno, in viaggio tra le foglie

venerdì, 14 settembre 2018

Anche le foglie fanno turismo. Sempre che gli operatori di settore sappiano intercettare passioni ed esigenze e rispondere alle medesime, come nel New England, regione degli USA che abbraccia il Maine, il Vermont, il New Hampshire, il Massachusetts, il Connecticut e Rhode Island, e dove, in autunno, nel 2014, i turisti appassionati di fall foliage hanno speso oltre 3 miliardi di dollari.

A detta delle guide specializzate e dei cosiddetti leaf peeper (“spiatori di foglie”), tra gli stati che compongono il New England è il Vermont il luogo ideale per il fall foliage, riferisce Flora Pagetti, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nel volume “Terra e mare. Frammenti di turismo tra natura e sport” (EDUCatt, Milano, 2010).

«Il successo turistico dell’estate indiana in Vermont è riconducibile in primo luogo alla eccezionale estensione del fenomeno. Il fall foliage non si verifica qui in aree ristrette, come succede altrove, ma riguarda quasi l’intero Stato. Il Vermont, infatti, ha una copertura forestale che è pari all’84% della superficie totale e che è costituita per la maggior parte da foreste decidue: si tratta quindi di una distesa di alberi variopinti ininterrotta fino all’orizzonte», si legge nel volume.

E ancora: «La conservazione del patrimonio forestale è facilitata dal fatto che il Vermont è scarsamente antropizzato e urbanizzato […]. Inoltre, il Vermont ha una legislazione per la tutela dell’ambiente e del paesaggio fra le più severe degli Stati Uniti. Le foreste del Vermont sono caratterizzate poi da una combinazione di varietà arboree che in autunno dispiega un’intera gradazione di colori: dal giallo paglierino al giallo dorato, all’arancione, al ruggine, al rosso scarlatto, al violetto e, infine, al bronzo e al marrone».

 

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Estate indiana, avete letto bene. Sapete perché il periodo del fall foliage è chiamato anche “estate indiana”? Le teorie sono molteplici, ma noi vogliamo riferirvene una illustrata sempre nel volume curato da Pagetti.

L’espressione “estate indiana” deriverebbe da una leggenda degli indiani abenaki, i primi abitanti del territorio del Vermont, i cui discendenti, ancora oggi, «raccontano la storia di tre fratelli che, per difendere la gente del loro villaggio dagli attacchi di un feroce orso, si misure sulle sue tracce e, dopo una caccia lunga instancabile, lo inseguirono fino in cielo, dove uno di loro, alla fine, riuscì ad abbatterlo. Solo allora i tre fratelli scoprirono che quello che avevano ucciso non era un normale animale, ma lo spirito del Grande Orso della foresta: il suo sangue, scendendo dal cielo e spargendosi sulle foreste, le tinse di un rosso intenso e fiammeggiante, dando così origine alla cosiddetta “estate indiana”».

Non per forza di cose di deve raggiungere il New England per godersi i colori autunnali, sebbene si sostenga da più parti che sia proprio in quel territorio nord-orientale degli States che la tavolozza della natura si esprima ai massimi livelli e che nella medesima area sia stata sfruttata al meglio per fini turistici la passione per il fall foliage.

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Ecco perché sono numerosi gli articoli riguardanti lo spettacolo del fall foliage che invitano gli appassionati e i curiosi a spingersi verso altre destinazioni. In un articolo pubblicato su Condé Nast Traveler, per esempio, tra i luoghi consigliati vi sono il Parco Nazionale di Bukhansan in Corea del Sud, il Castello di Bran in Romania, le Cascate Hraunfossar in Islanda, la Valle del Duoro in Portogallo e la Gola di Takachiho in Giappone.

In un altro articolo, pubblicato sul quotidiano britannico The Guardian, tra le destinazioni di riferimento per il fall foliage si suggeriscono il Parco nazionale di Ojcow in Polonia, il Lago di Bled in Slovenia, le Cinque Terre in Italia e il distretto di Herne Hill di Londra, nel Regno Unito.

Londra è una metropoli, non un territorio boschivo poco o per nulla antropizzato e urbanizzato come il Vermont. Anche nelle città, infatti, i colori autunnali possono esplodere in tutto il loro splendore. Pensate, per esempio, al Central Park di New York*, che non a caso figura tra le mete proposte in un articolo pubblicato su Travel and Leisure.

 

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Ci fermiamo qui. Nell’augurarvi buon lavoro, vi lasciamo con un brano estratto dal libro “Tinte autunnali” di Henry David Thoreau (12 luglio 1817 – 6 maggio 1862):

Ottobre è il mese delle foglie colorate. Il loro ricco bagliore lampeggia ora in giro per il mondo. Come i frutti e le foglie, e il giorno stesso, acquisiscono una colorazione luminosa poco prima di cadere, così l’anno si avvicina al suo tramonto. Ottobre è il suo cielo al tramonto, novembre è il tardo crepuscolo.

*a New York c’è persino chi ha scritto poesie sulle foglie cadute a terra!

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